Il Comune di Piazza Armerina, di concerto con il Servizio Veterinario dell' A.S.P, avvisa che proseguono le operazioni di microcippatura gratuita dei cani padronali.La prestazione, che verrà effettuata a titolo totalmente gratuito, può essere richiesta dai detentori di cani ogni mercoledì dalle 9.00 alle 11.00 presso l'ambulatorio allestito nell'Area della Fiera di Piazza (ex Siace), e proseguirà fino ad esaurimento delle scorte.
Staff del Sindaco
I NOSTRI SPOT
domenica 17 gennaio 2010
martedì 27 ottobre 2009
GLI ANIMALISTI BACCHETTANO BASCETTA

Piazza Armerina, 26/10/2009
Attraverso le predilette pagine del blog di Agostino Sella, il patron dei Cobas piazzese Luigi Bascetta (nella foto) si è lasciato andare ad uno dei suoi deliranti proclami, stavolta contro i cani randagi responsabili, secondo lui, di aver trasformato le nostre strade in viottoli di campagna o trazzere da far west. Nel suo sgrammaticato comunicato il sindacalista annuncia che raccoglierà le firme per chiedere l’intervento dell’esercito per presidiare le aree urbane ed extraurbane interessate dal fenomeno, con la concomitante facoltà delle forze di polizia a sopprimere questi animali selvatici.
Ancora una volta l’analisi compiuta dal rivoluzionario Bascetta risulta contorta e fuori dalla logica. Si imputano ai cani responsabilità che sono proprie degli uomini e si prospettano soluzioni bestiali che umiliano il senso civile ed istigano alla violenza. Mentre in Città le associazioni animaliste si prodigano per portare avanti un serio progetto di rieducazione ambientale e civica, attraverso una sensibilizzazione del fenomeno del randagismo, Bascetta interviene a gamba tesa sconvolgendo il dovere civico dei cittadini e dirottando il discorso invece sul facile piano del populismo e della demagogia. Bascetta, che dimentica troppo spesso di essere un agente di polizia, sconosce la legge in vigore che tutela gli animali ed ignora che uccidere un cane è un reato a tutti gli effetti punibile, con l’arresto. Invece istiga al reato proponendo addirittura l’istituzione di uno stato di polizia che combatta una vera e propria guerra armata contro i randagi.
Bascetta parla poi della decenza della nostra Città, addebitando ai cani la responsabilità di deturpare il decoro delle nostre strade. Meno male che ha dimenticato quando erano lui e i suoi degni compari a deturpare e a sfregiare la dignità della nostra Città; ha dimenticato quando organizzava quegli accampamenti nelle piazze, quelle crocifissioni nelle strade, quelle farneticanti processioni con il carrozzino urlante a qualsiasi ora del giorno, quel bivacco davanti alla sede del comune di via Generale Muscarà. Nemmeno i cani più feroci, più selvaggi, più pericolosi e più violenti avrebbero potuto mai mettere in piedi uno scempio di quelle proporzioni. Eppure per contrastare quel fenomeno non fu chiamato alcun esercito, non furono richieste mobilitazioni popolari e non si istigò alcuna rappresaglia di hitleriana memoria.
Certamente Bascetta ignora la massima di Galileo Galilei secondo cui l’uomo non potrà definirsi veramente civile fino a quando non avrà imparato a trattare con uguale dignità gli animali. Nel suo sconclusionato intervento Bascetta si spinge al punto tale da confondere l’adorazione delle vacche sacre indiane con la fede musulmana, a dimostrazione di quanto poco chiare siano le idee esposte. Le affermazioni gravi, pericolose e sconcertanti di Bascetta non potevano passare inosservate agli occhi degli animalisti che replicano seccamente: «A vergognarsi dovrebbe essere proprio Bascetta – dichiara Gianluca Messina, segretario di Una Armerina – Non si può tollerare che si usino certi toni allarmistici e che si tracci un quadro distorto del fenomeno del randagismo. Chiedere l’intervento dell’esercito per eseguire la mattanza di “questi animali selvatici” è di una gravità inaudita, potrebbe rappresentare una vera e propria istigazione a delinquere ed è per questo che la nostra associazione sta valutando la possibilità di denunciare Bascetta alle autorità giudiziarie. Il fenomeno del randagismo necessita di essere affrontato in maniera seria e scientifica, senza proclami, senza deliri e senza lanciare incauti messaggi allarmistici. Posso capire che Bascetta sia un uomo duro, privo di sentimenti di trasporto e di amore per gli animali – continua Gianluca Messina - ma sono certo che se guardasse gli occhi di un cane riuscirebbe a leggere sentimenti veri e sinceri, troppo spesso assenti negli occhi degli uomini. Bascetta deve capire che la soluzione del fenomeno del randagismo non è quello della mattanza e dello sterminio, ma quello della prevenzione e della sensibilizzazione. Un cane non diventa randagio per scelta, ma viene costretto nel duro ruolo dalla crudeltà e dall’ignoranza dell’uomo. Prima di avviare campagne deleterie e controproducenti e se veramente è interessato ad affrontare seriamente il fenomeno del randagismo, consiglio a Bascetta di confrontarsi con le associazioni animaliste. Se invece è interessato a fare solo schiumosa propaganda ed inconcludente e pericolosa demagogia, continui pure con le sue solitarie ed isolate battaglie».
Mauro Farina
FONTE: WWW.ORIZZONTIEREI.IT
domenica 18 ottobre 2009
ADOZIONE DI TRE CANI POLIZIOTTO. NON LASCIAMOLI RECLUDERE IN UN CANILE!!!!

ecco che fine fanno gli animali che "lavorano", siano essi cani poliziotti, cani della protezione civile, cani per ciechi,
asini e cavalli dell'esercito.
Loro non hanno mai diritto di andare a riposo e di rimanere nel luogo dove sono vissuti e con le persone con le quali hanno vissuto e lavorato!
asini e cavalli dell'esercito.
Loro non hanno mai diritto di andare a riposo e di rimanere nel luogo dove sono vissuti e con le persone con le quali hanno vissuto e lavorato!
MASSIMA DIFFUSIONE:
Sede c/o Comando Polizia Locale Comune di Brescia 25126 BRESCIA
Sede c/o Comando Polizia Locale Comune di Brescia 25126 BRESCIA
Via Donegani 12 Tel. 030/9994103-030/2978792 fax 030/9994514
www.poliziainfo.it/poliziabs e-mail: asspolizialocalebs@libero.it amoladori@comune.brescia.it
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I colleghi del nucleo cinofili di Milano ci danno notizia che sono costretti, per raggiunti limiti di età, a "pensionare" tre dei loro cani.
Yes, Pale e Lex sono 3 pastori tedeschi maschi, hanno 11 anni e dopo un'onorata carriera ora sarebbe bello far loro trascorrere gli ultimi anni circondati dall'affetto di qualcuno che si prenda cura di loro, anche se per poco tempo. Pale e Yes sono fratelli, sono sempre stati insieme e, se fosse possibile, sarebbero da "adottare" congiuntamente, mentre Lex è un cane con specialità di polizia molto forte e dovrebbe essere affidato a chi abbia già esperienza con i cani e sia una persona autorevole.
Chi fosse interessato o avesse amici o conoscenti disponibili, è pregato cortesemente di contattare l'associazione e di lasciare il proprio recapito e nominativo che verrà passato al responsabile del nucleo cinofili di Milano per i passaggi successivi. Si ringrazia anticipatamente per la cortese collaborazione e per la sensibilità, restando in attesa di sollecito riscontro.
Il Presidente dell'Associazione Carlalberto Presicci
ASSOCIAZIONE POLIZIA LOCALE della provincia di Brescia
Sede c/o Comando Polizia Locale Comune di Brescia
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Tel. 030/9994103-030/2978792
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sabato 10 ottobre 2009
VADEMECUM - COME DIFENDERSI DALLA CACCIA
La caccia in Italia rappresenta da sempre un grave problema per chi vive, lavora o si reca in campagna e tra i boschi, diventando spesso un pericolo di incolumità pubblica.Nella sola stagione di caccia 2002/2003 ci sono stati incidenti venatori che hanno causato 44 morti, 66 feriti e 5 invalidi permanenti.
Nella stagione venatoria 2003/2004, nel solo periodo settembre/dicembre, ci sono invece stati 42 cacciatori morti, 55 cacciatori feriti, 14 non cacciatori feriti.
Centinaia sono gli articoli dei giornali locali su episodi di spari vicino alle case, danneggiamenti di beni, animali domestici uccisi a fucilate, avvelenamenti da bocconi, danni alle culture agricole, cani da caccia nei giardini e pollai, minacce ed offese.
Molti cacciatori purtroppo, anche grazie all’attuale politica filo venatoria di molte regioni e di molte province, si sentono padroni assoluti elle proprietà altrui.
Per questi motivi nasce questa “guida” informativa con l’intento di aiutare tutti i cittadini, interessati da questo annoso problema, a difendere i propri diritti e far rispettare le regole fondamentali della caccia.
1.Distanze dalle case
La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro.E' vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
2. Distanze da strade e ferrovie
La caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle ferrovie. E' vietato sparare in direzione di esse da distanza inferiore a 150 metri.
3. Distanze da mezzi agricoli
La caccia è vietata a una distanza inferiore di 100 metri da macchine agricole in funzione.
4. Distanze da animali domestici
La caccia nei fondi con presenza di bestiame è consentita solo ad una distanza superiore a metri 100 dalla mandria, dal gregge o dal branco.
5. Trasporto delle armi
È vietato trasportare le armi da caccia, che non siano scariche e in custodia, all'interno dei centri abitati e delle altre zone ove è vietata l'attività venatoria, a bordo di veicoli di qualunque genere e nei giorni non consentiti per l'esercizio venatorio.
6. Mezzi vietati di caccia
Reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, balestre, gabbietrappola.
7. Giorni vietati
Martedì e venerdì sono giorni di assoluto silenzio venatorio anche se festivi.
8. Orari di caccia
La caccia è consentita da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.
9. Stagione venatoria
Inizia la terza domenica di settembre e chiude il 31 gennaio.
10. Luoghi di divieto di caccia
Terreni di pianura innevati, stagni e laghi ghiacciati, terreni allagati, giardini privati, parchi pubblici, centri abitati, aree adibite a sport, parchi e riserve naturali, oasi, zone di ripopolamento, foreste demaniali.
11. Allenamento dei cani da caccia
È' consentito dalla terza domenica di agosto fino alla seconda domenica di settembre, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, dalle ore 6 alle ore 11 e dalle ore 16 alle ore 20, su terreni incolti, boschivi di vecchio impianto, sulle stoppie, su prati naturali e di leguminose, non oltre dieci giorni dall'ultimo sfalcio. L'allenamento è poi consentito nei campi addestramento cani tabellati.
12. Colture agricole e caccia con i cani
L'accesso dei cani è vietato nei terreni coltivati a riso, soia, tabacco ed ortaggi. L'uso dei cani è consentito in numero massimo di due per cacciatore. L'esercizio venatorio è vietato in forma vagante sui frutteti, vigneti fino alla data del raccolto, coltivazioni di riso, soia e mais da seme.
13. Omessa custodia dei cani da caccia
L'articolo 672 del codice penale “Omessa custodia e mal governo di animali” punisce chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti.
14. “Polenta e osei”
Nei locali pubblici è vietato servire polenta e uccelli selvatici anche se sono appartenenti a specie cacciabili e abbattuti legalmente.
15. Violazione di domicilio
L'articolo 614 del codice penale “Violazione di domicilio” punisce chi si introduce nei giardini e nelle pertinenze delle abitazioni civili.
16. Uccisione di cani, gatti, animali da cortile
L'articolo 638 del codice penale “Uccisione o danneggiamento di animali altrui” punisce chi uccide o rende inservibili, deteriora o avvelena gli animali che appartengono ai privati.
17. Bocconi avvelenati
L'articolo 727 del codice penale “Maltrattamento di animali” punisce anche chi causa la morte per avvelenamento di essi, mentre la legge sulla caccia punisce penalmente chi utilizza bocconi avvelenati.
18. Disturbo delle persone
L'articolo 659 del codice penale “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone.
19. Spari nei pressi delle abitazioni
L'art. 703 del codice penale “Accensioni ed esplosioni pericolose” punisce penalmente chi in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara con armi da fuoco.
Chi vigila sul rispetto delle leggi sulla caccia?
La vigilanza sull'applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: Guardie Venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie.
A chi denunciare le violazioni sulla caccia?
La vigilanza sull'applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: Guardie Venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie.
Il cittadino può denunciare gli illeciti penali ed amministrativi a ciascuno dei corpi sopra elencati. Giova ricordare che l'art. 361 del codice penale “Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale” punisce il pubblico ufficiale, come il carabiniere, la guardia provinciale, il forestale, il finanziere, la guardia venatoria, il vigile urbano, il quale omette o ritarda di denunciare all'Autorità giudiziaria un reato di cui ha avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni, come ad esempio i reati sulla caccia denunciati a loro dai cittadini. Il cittadino deve quindi pretendere che le suddette autorità intervengano, ricevano la denuncia e denuncino alla Magistratura i reati commessi dai cacciatori.
Come vietare la caccia nei propri terreni?
Purtroppo le leggi vigenti impediscono di fatto di vietare ai cacciatori di entrare nei terreni agricoli dei privati a meno che non siano recintati con rete non inferiore a 1,20 metri. Solo in particolari casi e solo ogni 5 anni può essere richiesto per legge il divieto di caccia.
domenica 20 settembre 2009
GUERRA AI BOCCONI AVVELENATI
In questi anni il fenomeno dell’avvelenamento di animali sta assumendo delle proporzioni estremamente preoccupanti su tutti il territorio nazionale.
Migliaia di animali domestici hanno perso la vita per aver ingerito bocconi avvelenati e la stima di quelli selvatici è difficile da effettuare.
Cani randagi o vaganti, gatti e animali selvatici- topi, talpe, mustelidi, corvidi e rapaci – considerati da qualcuno competitivi per le attività venatorie, causa di danni all’agricoltura, al pollame e agli allevamenti, sono le povere vittime di coloro che illegalmente disseminano sul territorio esche avvelenate.
Neppure le città sono sicure, diversi animali sono morti per aver ingerito bocconi avvelenati in giardini e strade.
Anche se non disponiamo ancora di dati precisi sull’effettiva portata del fenomeno, sono rilevanti i dati apportati all’ambiente e alla fauna per dispersione incontrollata dei veleni che, non annullandosi nel tempo ( questo è il caso della stricnina ), danno vita ad una reazione a catena di morti.
Le carcasse degli animali avvelenati sono estremamente pericolose perché provocano la morte dei carnivori che se ne cibano: rapaci diurni e notturni, aquile ecc.
Utilizzare bocconi avvelenati è illegale. La legge ( l.n.157/92 art. 21 lett.U e successive modifiche) vieta espressamente l’uso di questi mezzi e prevede sanzioni penali (art.30 comma h ) per chi contravvenga a questo divieto.
Uccidere gli animali è espressamente vietato anche dalle leggi 473/94 ( modificata 727 c.p.), nel caso in cui gli animali morti siano di proprietà il reato è perseguibile anche ai sensi dell’art. 638 c.p. con una pena fino ad un anno di reclusione o con una multa fino a € 300,00 .
E’ importante dire che il reato previsto dall’art. 638 c.p. è punito solo con querela di parte, cioè il proprietario dell’animale deve chiedere espressamente al giudice ( Pretore ), entro 3 mesi dal giorno in cui p venuto a conoscenza del fatto, di perseguire la persona o le persone che hanno ucciso o danneggiato l’animale.
I veleni dispersi sul territorio sotto forma di esche costituiscono un grave pericolo per gli animali. Per rompere il muro di omertà che si accompagna agli avvelenamenti è necessario denunciare i fatti accaduti dando alle autorità competenti ogni indicatore utile per smascherare e punire gli avvelenatori. La denuncia è importante anche al fine di stendere una mappatura completa della zona dove si siano verificati gli avvelenamenti e per avere dati più precisi sull’entità del fenomeno.
Nel caso di sospetti avvelenamenti avvenuti in territorio cittadino urbano l’Ordinanza Ministeriale del 18 dicembre 2008 e successive modifiche (19 marzo 2009 all’art. 4) cita testualmente
“Compiti del sindaco”
1. Il sindaco, a seguito della segnalazione di cui all'art. 2,comma 1, deve dare immediate disposizioni per l'apertura di una indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti.
2. Il sindaco, qualora venga accertata la violazione dell'art. 1, provvede ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell'area interessata.
3. Il sindaco, entro 48 ore dall'accertamento della violazione dell' art. 1, provvede, in particolare, ad individuare le modalità di bonifica del terreno e del luogo interessato dall'avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché ad intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte.
4. Per garantire una uniforme applicazione delle attività previste dal presente articolo, e' attivato, presso ciascuna Prefettura, un «Tavolo di coordinamento» per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.
5. Il Tavolo di cui al comma 4, coordinato dal Prefetto o da un suo rappresentante, e' composto da un rappresentante della provincia, dai sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei Servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali, del Corpo forestale dello Stato, degli Istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di polizia locali.
STRICNINA
Rigidità muscolare, attacchi convulsivi, aumento di sensibilità agli stimoli, tetania dei muscoli respiratori, morte per asfissia.
VELENI NEUTROPI
Dai 30 minuti alle 2 ore dopo l’ingestione si ha irrigidimento degli arti, incapacità a mantenere la stazione quadrupede, respiro difficoltoso e crisi convulsive, può esserci vomito e raramente diarrea.
VELENI EMORRAGICI
Dopo qualche giorno dall’ingestione compaiono fenomeni emorragici che, se sono interni, danno pallore delle mucose, respirazione difficoltosa, grave stato di prostrazione; possono esserci petecchie o emorragie nasali. No c’è mai vomito.
VELENI TOSSICI SUL SISTEMA GASTRO-INTESTINALE
Compare precocemente vomito e diarrea anche emorragia con dolori adominali.
Contattare il centro veterinario più vicino ( o la guardia medica veterinaria se fuori orario di lavoro ) in modo da allertare il medico, che si renda immediatamente disponibile al momento dell’arrivo del cane. Cercare di far vomitare il cane o il gatto, in assenza di farmaci adatti ( emetici ) somministrare una sospensione di chiara d’uova montata a neve unita ad acqua calda molto salata. Mantenere il soggetto molto tranquillo e mai somministrare latte. Evitare qualsiasi stimolo sonoro.
giovedì 10 settembre 2009
U.N.A Armerina ribatte ai cobas

All’associazione animalista Una Armerina non è piaciuto l’intervento del coordinatore del Cobas Luigi Bascetta sul fenomeno del randagismo a Piazza Armerina e diffuso nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa. Con toni enfatici ed allarmistici Bascetta ha descritto l’emergenza randagismo, sottolineando lo stato di grave pericolo per l’incolumità dei cittadini, indicando la soluzione del problema nell’istituzione di un canile lager in cui impiegare dei “padri di famiglia” ma, naturalmente, trascurando di affrontare il problema analizzando il fenomeno nella prospettiva degli incolpevoli ed indifesi protagonisti.
A contestare l’analisi dei Cobas arriva puntuale la replica di Una Armerina che, attraverso il suo segretario Gianluca Messina, replica aspramente all’organizzazione sindacale «Se solo i cani potessero parlare, sicuramente avrebbero tanto da dire – dichiara Gianluca Messina - Sicuramente direbbero di come si racconti con tanta superficialità, attraverso frasi fatte e leggende metropolitane, del loro comportamento e modo di essere, giusto per far audience e riscuotere consensi di vario tipo, ma non certo per chiarire la loro vera natura. Tutti sanno tutto su tutto! Mai un articolo speso sui loro diritti negati e violati, sui casi di maltrattamento e di avvelenamento, di sicuro più numerosi delle aggressioni, almeno di quelle reali. Noi non vogliamo negare le aggressioni – continua Messina - ma quali sono quelle vere? Un cane non è un pupazzo. Un cane che ringhia, che abbaia o che rincorre non è sempre un cane intento ad aggredire! Infatti nella quasi totalità dei casi, etichettati come aggressioni, l’animale non aggredisce ma si difende perché stuzzicato, infastidito o cacciato in malo modo da persone infastidite o spaventate solo dalla loro presenza. I cani sono amici dell’uomo da millenni – sottolinea il segretario di Una Armerina - Pronti a guidare l’uomo che non vede; a scovare l’uomo sepolto dalla neve o dalle macerie; a difendere la casa e le cose del padrone; a colmare la solitudine dell’uomo e a morire di dolore sulla sua tomba. Prima di parlare di loro come rifiuti da spazzare via dalla strada sulla quale sono finiti a causa dell’uomo, bisognerebbe avere chiaro di cosa si stia parlando, sapere che ormai i classici canili non sono più a norma, che una struttura ricettiva non si costruisce o allestisce dall’alba al tramonto e che spesso per ottenere una struttura occorre la collaborazione di diversi organi quali amministrazioni comunali, Ausl e associazioni animaliste, unica garanzia del benessere e della tutela degli animali. Impariamo a rispettare gli animali ed a sentire la loro voce. Forse adesso non è ancora chiara la percezione del fenomeno del randagismo, anche per colpa di notizie e comunicati stampa colmi di frasi fatte e luoghi comuni, pubblicate solo per creare panico e delirio comune e non di certo per risolvere il problema. Occorre che chi decide di dedicarsi al fenomeno del randagismo si documenti prima di emettere fiato inutile e pericoloso: non serve a nulla recludere i randagi in “capannoni accuditi da padri di famiglia”, come qualcuno consiglia. I randagi non lo sono certo per scelta, ma vivono questa condizione perché abbandonati da individui vili o perché sono discendenti di cani a loro volta abbandonati, condizione che li accomuna per certi versi agli uomini “ randagi ” o senza tetto, status che obbliga moralmente la società al recupero di tali individui e non alla loro reclusione.
Un rimedio efficace quindi è la pratica della sterilizzazione, atta quanto meno a limitare la riproduzione – conclude Gianluca Messina - Basti pensare che ogni animale partorisce una media di circa sei cuccioli, (considerando che a volte sono solo 2 o 3 , ma molto spesso, soprattutto nelle cagne di grossa taglia, le cucciolate possono essere anche di 10/12); se la metà sono femmine (3) anche queste, nel giro di un paio d'anni avranno messo al mondo 18 cuccioli, dopo altri due anni le nove giovani cagne avranno sfornato 54 nuovi animaletti e così via.
Sterilizzare gli animali eviterebbe che persone senza scrupoli abbandonino o uccidano nei peggiori modi possibili ed immaginabili le loro cucciolate; inoltre la sterilizzazione si rivela utile perché elimina negli animali il nervosismo dovuto alla loro necessità di accoppiarsi, riduce la possibilità di investimenti automobilistici dovuti ai calori, favorisce l' adottabilità degli animali femmina, che ancora troppo spesso vengono evitate e discriminate per la paura di doversi occupare di eventuali cucciolate. Ci auspichiamo dunque che la collaborazione tra gli organi preposti si traduca presto in opere concrete, affrontando il problema in maniera seria nel rispetto della legge civile e morale perché forse un giorno saranno proprio i cani a donare un po’ d’umanità all’animale Uomo».
Credo proprio che Gianluca Messina abbia impartito una grande lezione di umanità e di amore per gli animali, con la speranza che questa lezione serva a frenare un po’ di più la lingua e la cattiveria di certi stolti.
Mauro Farina
A contestare l’analisi dei Cobas arriva puntuale la replica di Una Armerina che, attraverso il suo segretario Gianluca Messina, replica aspramente all’organizzazione sindacale «Se solo i cani potessero parlare, sicuramente avrebbero tanto da dire – dichiara Gianluca Messina - Sicuramente direbbero di come si racconti con tanta superficialità, attraverso frasi fatte e leggende metropolitane, del loro comportamento e modo di essere, giusto per far audience e riscuotere consensi di vario tipo, ma non certo per chiarire la loro vera natura. Tutti sanno tutto su tutto! Mai un articolo speso sui loro diritti negati e violati, sui casi di maltrattamento e di avvelenamento, di sicuro più numerosi delle aggressioni, almeno di quelle reali. Noi non vogliamo negare le aggressioni – continua Messina - ma quali sono quelle vere? Un cane non è un pupazzo. Un cane che ringhia, che abbaia o che rincorre non è sempre un cane intento ad aggredire! Infatti nella quasi totalità dei casi, etichettati come aggressioni, l’animale non aggredisce ma si difende perché stuzzicato, infastidito o cacciato in malo modo da persone infastidite o spaventate solo dalla loro presenza. I cani sono amici dell’uomo da millenni – sottolinea il segretario di Una Armerina - Pronti a guidare l’uomo che non vede; a scovare l’uomo sepolto dalla neve o dalle macerie; a difendere la casa e le cose del padrone; a colmare la solitudine dell’uomo e a morire di dolore sulla sua tomba. Prima di parlare di loro come rifiuti da spazzare via dalla strada sulla quale sono finiti a causa dell’uomo, bisognerebbe avere chiaro di cosa si stia parlando, sapere che ormai i classici canili non sono più a norma, che una struttura ricettiva non si costruisce o allestisce dall’alba al tramonto e che spesso per ottenere una struttura occorre la collaborazione di diversi organi quali amministrazioni comunali, Ausl e associazioni animaliste, unica garanzia del benessere e della tutela degli animali. Impariamo a rispettare gli animali ed a sentire la loro voce. Forse adesso non è ancora chiara la percezione del fenomeno del randagismo, anche per colpa di notizie e comunicati stampa colmi di frasi fatte e luoghi comuni, pubblicate solo per creare panico e delirio comune e non di certo per risolvere il problema. Occorre che chi decide di dedicarsi al fenomeno del randagismo si documenti prima di emettere fiato inutile e pericoloso: non serve a nulla recludere i randagi in “capannoni accuditi da padri di famiglia”, come qualcuno consiglia. I randagi non lo sono certo per scelta, ma vivono questa condizione perché abbandonati da individui vili o perché sono discendenti di cani a loro volta abbandonati, condizione che li accomuna per certi versi agli uomini “ randagi ” o senza tetto, status che obbliga moralmente la società al recupero di tali individui e non alla loro reclusione.
Un rimedio efficace quindi è la pratica della sterilizzazione, atta quanto meno a limitare la riproduzione – conclude Gianluca Messina - Basti pensare che ogni animale partorisce una media di circa sei cuccioli, (considerando che a volte sono solo 2 o 3 , ma molto spesso, soprattutto nelle cagne di grossa taglia, le cucciolate possono essere anche di 10/12); se la metà sono femmine (3) anche queste, nel giro di un paio d'anni avranno messo al mondo 18 cuccioli, dopo altri due anni le nove giovani cagne avranno sfornato 54 nuovi animaletti e così via.
Sterilizzare gli animali eviterebbe che persone senza scrupoli abbandonino o uccidano nei peggiori modi possibili ed immaginabili le loro cucciolate; inoltre la sterilizzazione si rivela utile perché elimina negli animali il nervosismo dovuto alla loro necessità di accoppiarsi, riduce la possibilità di investimenti automobilistici dovuti ai calori, favorisce l' adottabilità degli animali femmina, che ancora troppo spesso vengono evitate e discriminate per la paura di doversi occupare di eventuali cucciolate. Ci auspichiamo dunque che la collaborazione tra gli organi preposti si traduca presto in opere concrete, affrontando il problema in maniera seria nel rispetto della legge civile e morale perché forse un giorno saranno proprio i cani a donare un po’ d’umanità all’animale Uomo».
Credo proprio che Gianluca Messina abbia impartito una grande lezione di umanità e di amore per gli animali, con la speranza che questa lezione serva a frenare un po’ di più la lingua e la cattiveria di certi stolti.
Mauro Farina
Fonte : http://www.orizzontierei.it/
mercoledì 19 agosto 2009
Riprendono le operazioni di microchippatura dei cani

Riprendono le operazioni di microchippatura dei cani
ogni mercoledì presso l'area ex-siace
Si avvisa la cittadinanza che l'Amministrazione di Piazza Armerina, di concerto con l'Ausl n.4, riprenderà le operazioni di microchippatura dei cani, sempre presso l'area ex Siace, a partire dal 26 agosto, e per ogni mercoledì, fino al 31 dicembre, dalle 9.00 alle 13.00, utilizzando propri fondi per l’acquisto dei microchip necessari a continuare le operazioni.
ogni mercoledì presso l'area ex-siace
Si avvisa la cittadinanza che l'Amministrazione di Piazza Armerina, di concerto con l'Ausl n.4, riprenderà le operazioni di microchippatura dei cani, sempre presso l'area ex Siace, a partire dal 26 agosto, e per ogni mercoledì, fino al 31 dicembre, dalle 9.00 alle 13.00, utilizzando propri fondi per l’acquisto dei microchip necessari a continuare le operazioni.
questo è il comunicato diramato dallo Staff del Sindaco18 Agosto 2009.
Fonte : http://www.comune.piazzaarmerina.en.it/AREA_VERDE_DETAIL.aspx?RUBRICA_ID=4&COMUNICATO_ID=663
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